
In queste settimane stiamo assistendo ad un’infuocata battaglia politica, la quale si muove principalmente sul tema delicato dell’immigrazione.
Il “compagno” Fini, come è stato più volte ribattezzato l’attuale presidente della camera, ha avviato da tempo una fronda interna al Pdl per tentare di dare il voto agli immigrati e per cancellare il concetto di nazionalità e italianità basata attualmente sul “ius sanguinis” (per diritto di sangue) sostituendola con il più globalizzante e sinistroide “ius soli”(chiunque nasca qui l’acquisisce, clandestini inclusi).
La follia di queste proposte, giunte da un uomo oramai delirante che non sa più cosa sia la parola “italianità” e dove sia di casa la “destra”, ha prodotto l’alzata di scudi della Lega Nord con annesse minacce di elezioni anticipate, subito riprese strumentalmente ed invocate come manna dal cielo dai democristiani senza poltrona come Casini e Rutelli, che nel frattempo lavorano nell’ombra per convincere Fini a fondare un partito di “grande” centro e abbattere così lo strapotere berlusconiano.
A queste inutili diatribe dei soliti politicanti di casa nostra, sul tema immigrazione e respingimenti di clandestini si intromettono intanto alquanto faziosamente soggetti appartenenti alla comunità europea e all’Onu, per creare ostacoli e spaccature all’interno del governo italiano in materia di immigrazione (vedi le dichiarazioni sui Rom e sull’allontanamento dei barconi pieni di clandestini).
Al di là del nostro totale disinteresse per le beghe di condominio interne ad un partito come il Pdl, che da tempo andiamo sostenendo andrà sgretolandosi, causa l’aver tentato una fusione a freddo fra le varie componenti che lo costituiscono, invitiamo il governo italiano ed in particolar modo il ministro Maroni a continuare imperterriti nella scelta di respingere i clandestini, infischiandosene categoricamente delle minacce esterne provenienti una volta dalla Comunità Europea, una volta dall’Onu, un’altra ancora da prezzolati uomini vicini o interni alla Chiesa.
Pur non essendo soddisfatti di come il governo Berlusconi sta gestendo il problema immigratorio e della clandestinità (manca una vera fermezza sulla questione, che può passare soltanto attraverso il blocco totale delle nostre frontiere, con l’uscita dai trattati di Schengen ed il rimpatrio forzato degli immigrati), ad ogni modo riconosciamo che da qualche mese i respingimenti cominciano ad essere posti in atto e quindi la linea degli allontanamenti delle imbarcazioni va doverosamente proseguita, a qualunque costo.
Altresì ci aspettiamo che non venga toccato per nessuna ragione al mondo lo status “ius sanguinis” che rimane attualmente l’ultimo baluardo per difendere l’italianità della nostra nazione. Guai a lasciarsi convincere dagli interessi di quelle lobby internazionali che vogliono trasformare l’Europa in qualcosa di molto simile agli Usa. Guai a lasciarsi intimidire dalle minacce e dalle fronde interne di chi per interesse personale, carrieristico o di denaro tenta di distruggere secoli di storia.
Su questo punto non possiamo transigere e continueremo a batterci, quand’anche restassimo i soli a farlo. Per l’Italia, sempre.
Michele Marini
Segretario Nazionale
Movimento Sociale Nazionalista